Vulnerabilità CVE-2025-68613 RCE Critica in n8n
La vulnerabilità CVE-2025-68613 rappresenta una delle minacce più critiche mai identificate nella piattaforma di automazione n8n. Con un punteggio CVSS di 9.9 su 10, questa falla di sicurezza permette l’esecuzione di codice remoto (RCE) e mette a rischio migliaia di organizzazioni che utilizzano questo popolare strumento di workflow automation. Scopriamo insieme tutti i dettagli di questa vulnerabilità e come proteggersi efficacemente.
Cos’è la vulnerabilità CVE-2025-68613 e come funziona
La CVE-2025-68613 è una vulnerabilità di Remote Code Execution che colpisce il cuore del sistema di valutazione delle espressioni di n8n. Il problema risiede nel fatto che il meccanismo non isola correttamente il contesto di esecuzione, permettendo a un attaccante di iniettare espressioni malformate nei workflow.
Quello che rende questa vulnerabilità particolarmente pericolosa è la sua accessibilità: un utente autenticato, anche senza privilegi elevati, può sfruttarla semplicemente avendo accesso alla creazione o modifica di workflow. Una volta attivata, la falla consente:
- Esecuzione di codice arbitrario con i privilegi del processo n8n
- Controllo completo sui server compromessi
- Accesso illimitato ai dati sensibili dell’organizzazione
- Manipolazione dei workflow esistenti per scopi malevoli
- Propagazione laterale nell’infrastruttura aziendale
Versioni di n8n interessate dalla vulnerabilità
La vulnerabilità CVE-2025-68613 colpisce un’ampia gamma di versioni di n8n, rendendo urgente la verifica della propria installazione. Le versioni vulnerabili includono tutte le release dalla 0.211.0 fino alla serie 1.119.x.
Fortunatamente, gli sviluppatori di n8n hanno rilasciato rapidamente delle patch di sicurezza. Le versioni corrette disponibili sono:
- n8n 1.120.4 – Prima versione con patch completa
- n8n 1.121.1 – Versione aggiornata con miglioramenti
- n8n 1.122.0 – Release più recente con hardening avanzato
Queste versioni implementano un hardening del sistema di valutazione delle espressioni, isolando correttamente il contesto di esecuzione e prevenendo l’iniezione di codice malicioso.
Impatto della vulnerabilità sulle organizzazioni
L’impatto della CVE-2025-68613 può essere devastante per le organizzazioni che utilizzano n8n, specialmente in ambienti critici. Gli scenari di compromissione più comuni includono:
Compromissione totale dell’istanza n8n
Un attaccante può ottenere il controllo completo dell’installazione n8n, modificando configurazioni, accedendo a credenziali salvate e manipolando tutti i workflow attivi. Questo scenario è particolarmente critico per le aziende che gestiscono processi business-critical attraverso la piattaforma.
Furto di dati sensibili
Molte organizzazioni utilizzano n8n per integrare sistemi contenenti dati sensibili come informazioni clienti, dati finanziari o proprietà intellettuale. La vulnerabilità permette l’accesso diretto a questi repository, esponendo l’azienda a rischi di compliance e perdite economiche.
Movimento laterale nella rete
Il rischio più insidioso riguarda la possibilità di utilizzare l’istanza compromessa come trampolino per attacchi più ampi. Gli attaccanti possono sfruttare le connessioni di n8n con altri sistemi aziendali per espandere la loro presenza nella rete.
Strategie di mitigazione e protezione immediate
Data la gravità della vulnerabilità, è essenziale implementare immediatamente una strategia di mitigazione completa:
Aggiornamento immediato alle versioni patched
La priorità assoluta è l’aggiornamento immediato di tutte le istanze n8n alle versioni corrette (1.120.4, 1.121.1 o 1.122.0). Questo processo dovrebbe essere trattato come un’emergenza di sicurezza e pianificato anche durante gli orari di produzione se necessario.
Monitoraggio proattivo dei log
Implementa un monitoraggio intensivo dei log di n8n per identificare:
- Tentativi di esecuzione di espressioni sospette
- Modifiche non autorizzate ai workflow esistenti
- Accessi anomali da parte di utenti autenticati
- Creazione di nuovi workflow con pattern sospetti
Controllo degli accessi rigoroso
Implementa il principio del minimo privilegio limitando l’accesso alla creazione e modifica di workflow solo agli utenti strettamente necessari. Considera l’implementazione di un sistema di approvazione per le modifiche ai workflow critici.
Raccomandazioni per la sicurezza a lungo termine
Oltre alle mitigazioni immediate, le organizzazioni dovrebbero considerare strategie di sicurezza a lungo termine per prevenire future vulnerabilità simili:
Implementa un programma di gestione delle vulnerabilità che includa il monitoraggio proattivo degli aggiornamenti di sicurezza per tutti i componenti dell’infrastruttura di automazione. Stabilisci procedure standardizzate per il testing e il deployment rapido di patch critiche.
Considera l’implementazione di controlli di sicurezza aggiuntivi come la segmentazione della rete, sistemi di detection e response (EDR) sui server che ospitano n8n, e backup regolari delle configurazioni dei workflow.
Infine, sviluppa un piano di incident response specifico per scenari di compromissione delle piattaforme di automazione, includendo procedure per l’isolamento rapido, la valutazione dell’impatto e il ripristino dei servizi.
La vulnerabilità CVE-2025-68613 rappresenta un promemoria critico dell’importanza di mantenere aggiornati tutti i componenti dell’infrastruttura IT. Sebbene al momento della divulgazione non siano stati segnalati exploit pubblici diffusi, la gravità della vulnerabilità la rende un obiettivo altamente appetibile per gli attaccanti, specialmente in ambienti multi-tenant o esposti a internet.